Sono le prime ore del mattino e la brezza marina diffonde nella camera da letto l’odore della salsedine, un odore a tratti sgradevole, ma che non riesco a non respirare a pieni polmoni.  La villa di Lorenzo (è così strano chiamare un Nobile per nome, nonostante sia mio cugino) è uno spettacolo magnifico: ogni angolo di questo luogo è una manifestazione di grazia e bellezza. Persino la fioca luce dell’alba, che mi illumina in questo momento, sembra diversa dal solito, come se qui dentro acquisisse un fascino nuovo.
Avevo così tanto bisogno di tutto questo, di potermi finalmente rilassare, ma soprattutto di poter ragionare a mente fredda e con calma su ciò che è accaduto ieri.

Vedere un Cacciatore, un Capofamiglia, arso sul rogo, è stato assolutamente orribile. Il solo pensiero mi terrorizza ancora.
Tuttavia non avrei dovuto farmi assalire dal panico così facilmente, avrei dovuto riflettere meglio e realizzare che questo destino fosse per lui inevitabile. Le prove nei suoi confronti erano così tante: studio incontrollato della Straordinaria Realtà, Eresia pubblica, da parte sua e dei suoi discepoli (ora che ci penso, a detta di Lorenzo, anche quell’Abominio che abbiamo incontrato al Maschio Angioino era un tempo un Cacciatore Sansevero). Con così tante accuse era scontato che venisse giustiziato, anzi, sono quasi meravigliata che non sia accaduto prima. Ovviamente, conosco perfettamente la ragione dietro a tutto questo: mio padre mi ha parlato spesso della potenza dell’Impero, e di come a Napoli abbia impedito per anni al Dogma di avere un reale potere in Città. Persino ora che il Siniscalco è morto, è stata comunque necessaria la confessione spontanea del Capofamiglia per condannarlo. Adesso però mi chiedo: cosa accadrà a Napoli ora che non ha più un Siniscalco? Nessuno potrà fermare il Sommo Inquisitore in questo momento? Sono forse in pericolo?

Madame Marjorie mi ha assicurato che sono al sicuro con lei. Mi ha confortato, placando le mie paure, quasi come fosse una madre. Per un attimo, ho sentito quasi come se potessi fidarmi di lei, nonostante percepisca nella sua persona qualcosa che non mi piace, una sensazione difficile da spiegare, ma che mi fa dubitare della Capofamiglia.

Oh, il sole ora risplende meravigliosamente in queste camere, riscaldandomi piacevolmente. Rimarrei ore qui, a godermi questo tepore, incantata ad ascoltare lo sciabordio delle onde. È così strano che dopo tanti anni passati quasi solamente a combattere e a sopravvivere fuori le mura, possa finalmente rilassarmi e apprezzare la bellezza anche delle cose più semplici. Credevo quasi di non esserne più capace.
Tuttavia, non è questo il motivo per cui sono venuta a Napoli. Alle mura necessitano del mio aiuto, ed è ora che mi prepari e vada ad adempiere ai miei doveri di Cacciatrice.

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